La passione per la storia medievale ha radici profonde in me.

Da oltre venti anni studio con passione la storia medievale, approfondendo, entro i miei limiti, quegli aspetti spesso trascurati dalla “grande” storia, quella che ci narra le gesta di re e regine, di nobili ed ecclesiastici, di crociati e ordini cavallereschi. Questa storia, però, tralascia in massima parte l’uomo comune, la vita quotidiana, gli usi e i costumi della gente che non nasceva col diritto di finire nelle cronache dei contemporanei. Fa ben sperare, quindi, che negli ultimi anni molto storici abbiano concentrato la loro attenzione proprio sulla storia “piccola”, quella che cerca di ricostruire fin nei dettagli più minuti la vita vissuta dalla gente comune.

La passione per il Medioevo mi ha portato a entrare nel mondo della rievocazione storica.

La rievocazione storica è, per me, il modo di vivere in prima persona e toccare con mano l’oggetto della mia passione, la vita com’era nel Medioevo. In essa si affiancano il duro studio e il più puro divertimento, la fatica e la soddisfazione, la goliardia e il rigore.

Sì, studio, fatica e rigore, perché essere un rievocatore vuol dire, prima di ogni altra cosa, studiare, faticare e attenersi a dei limiti rigorosi.

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