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Costruire nel Medioevo: parte I (abitazioni in legno o legno e terra)

La costruzione di case nel Medioevo è un argomento estremamente vasto e non posso qui trattarlo nella sua completezza. Proverò a offrire al lettore una panoramica delle topologie di edifici più comuni.
L’argomento “abitazioni” verrà suddiviso in tre articoli:

  • abitazioni in legno o legno e terra
  • abitazioni in pietra
  • abitazioni nelle città

Questo permette di avere una visione più chiara e schematica di un argomento che presenta varianti pressoché infinite.

Abitazioni in legno o legno e terra

Quando pensiamo a un edificio medievale tendiamo a immaginarlo di pietra. Questo accade perché quelli che ancora esistono sono in massima parte costruiti in quel materiale, ma si tratta di edifici di potere (castelli, chiese, palazzi nobiliari) e pubblici. Le abitazioni normali, per così dire, invece, erano costruite in prevalenza con materiali deperibili, soprattutto legno, e ben poco è sopravvissuto allo scorrere del tempo. Tuttavia, esistono testimonianze e importanti studi che indagano questo tipo di strutture.

Le abitazioni medievali differiscono moltissimo tra di loro.
Non solo in base a chi le costruisce e chi vi abita (nel caso di abitazioni popolane spesso le due cose coincidono), ma anche in base a dove si trovano. Non parlo solo della collocazione sul territorio, in campagna o in città, in pianura o in montagna, ma anche della collocazione geografica. Infatti, le abitazioni erano differenti a seconda che ci si trovasse in Italia, Germania, Francia, Inghilterra o Spagna, solo per citare alcuni paesi. Inoltre, se anche volessimo limitare l’indagine alla sola Italia, c’erano importanti differenze tra le abitazioni costruite nel Nord, nel Centro, nel Sud o nelle Isole. Questo accade per diversi motivi. Per esempio, nelle diverse aree si insediarono, in successione, diversi dominatori, popolazioni e, di conseguenza, stili costruttivi. Solo per fare un esempio, la Sicilia, tra V e XVI secolo, ha visto l’occupazione di Ostrogoti (fine V secolo), Bizantini (dal VI al IX  secolo), Arabi (IX e X secolo), Normanni (dal X al XII secolo), Svevi (XII e XIII secolo), Angioini (seconda metà del XII secolo) e Aragonesi (fine XIII secolo a inizi XVI secolo). E si tratta solo di una parte del territorio italiano! A questo si aggiunga che la disponibilità di materiali da costruzione variava da luogo a luogo, anche di molto. Legno e terra erano pressoché onnipresenti, mentre la pietra non era ovunque di facile reperibilità. Inoltre, pur esistendo maestri costruttori di professione, questi lavoravano quasi esclusivamente per committenti che si potevano permettere investimenti consistenti e, quindi, lavoravano quasi sempre con la pietra.

Questo primo articolo dedicato alle costruzioni medievali si occupa delle abitazioni costruite in legno o legno e terra.
Come in ogni epoca storica, esistono differenze tra le case dei vari individui, di solito basate sulla diversa disponibilità economica e sul diverso status sociale. Inoltre, l’abitazione, quand’anche sia elementare e semplicissima, costituisce non solo il luogo in cui la famiglia (più o meno allargata) vive, ma, spesso, anche il luogo in cui si svolgono le attività lavorative e produttive.
La casa di un contadino era molto diversa da quella di un cittadino, per materiali e utilizzo, così come quella del comune cittadino era diversa da quella del mercante o, ancora di più, da quella del nobile.

Alla fine dell’Impero Romano, convenzionalmente collocata nel V secolo (anno 476), si verificano molti cambiamenti, anche profondi, nella società e nei territori un tempo sotto dominazione imperiale. Quasi ovunque al potere romano si sostituisce quello di popoli “barbari” (Franchi, Vandali, Visigoti, Ostrogoti e, più tardi, Longobardi, per citare solo i più importanti). Se anche a livello amministrativo quasi tutti mantennero una continuità con l’Impero Romano, ciò non si può dire per la vita quotidiana. Man mano che gli anni passano vediamo imporsi modi di vivere, usi e costumi più incentrati sulla cultura dei nuovi padroni. Succede lo stesso anche per le tecniche di costruzione e gli edifici costruiti.

Come detto prima, esistono ancora professionisti capaci, ma la tendenza è quella della costruzione in proprio delle case, soprattutto nelle campagne. Nei secoli che vanno dal V al X, la costruzione di abitazioni rurali presenta diverse categorie: si costruiscono edifici ex novo, si sfruttando le fondamenta in pietra di edifici preesistenti e caduti in rovina, si costruiscono bassi muri a secco sui quali si impiantano pareti in tecnica torchis. Si assiste anche a un utilizzo preponderante di materiali deperibili (legno e terra) e a un quasi completo abbandono della costruzione in pietra. A volte per la costruzione di nuovi edifici si ricorreva anche a materiali recuperati da ruderi, soprattutto perché la disponibilità gratuita di pietre tagliate doveva rappresentare una vera fortuna.

Nell’alto Medioevo le costruzioni rurali sono di due tipi: la casa a corte o la casa “elementare”. Le prime sono, nella sostanza, delle aziende agricole e che costituiscono i nuclei attorno ai quali si formeranno molti villaggi.

Per quanto riguarda le case elementari, ancora una volta ce ne sono di diversi tipi.

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